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La fatica non è mai sprecata.
Soffri, ma sogni.

Pietro Mennea
18/07/2016, 20:33

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Il-basket-azzurro...-è-rosa


 Nello spazio di pochi giorni under 17, under 20 e nazionale sorde a medaglia



In un altro Paese le loro finali (e ci limitiamo solo alle finali) sarebbero state trasmesse in diretta dalla tv pubblica. In Italia, soltanto gli appassionati di basket si sono accorti che, nel giro di due settimane, le nazionali azzurre femminili u17 e u20 hanno conquistato rispettivamente l’argento mondiale e l’argento europeo.
Con loro, con queste ragazze giovanissime dotate di classe e cuore da vendere, che da noi non sono neppure professioniste, pur vivendo a tutti gli effetti lo sport come tali, il nostro basket è tornato sul tetto del mondo, in un momento oggettivamente piuttosto difficile per il corrispondente movimento maschile, compresa la nazionale maggiore delle star NBA.

Sara Madera, Valeria Trucco e le altre giovanissime dell’under 17 hanno battuto le campionesse di quattro continenti (Canada, Repubblica Ceca, Mali e Cina) prima di arrendersi in finale all’Australia. Insomma una squadra "squadra", con cinque top scorer diverse in sette incontri, che ha centrato così il miglior risultato del basket femminile italiano in un mondiale, rappresentativa seniores inclusa. 

Resterà negli occhi dei pochi che sono riusciti a vederla (grazie a internet) l’immagine di Cecilia "Zanda" Zandalasini che scuote la canotta azzurra a mo’ di bandiera, dopo l’ennesimo canestro segnato nell’Europeo under 20. Sì, siamo azzurre, siamo una squadra e onoreremo questi colori fino all’ultimo, sembrava dire la grinta dell’ala della Famila Schio agli spettatori di Saragozza che in finale sostenevano il team locale. Arma segreta di questo gruppo di lottatrici, l’unità, l’alchimia, l’essere squadra. E l’argento europeo non è una sconfitta, ma la grande, grande vittoria di un’Italia che si è trovata a rimontare, faticare, guadagnare ogni punto, anche senza la sua capitana Marzia Tagliamento, esclusa da un infortunio. Hanno dato tutto Francesca Pan, Ilenia Cordola, Lucrezia Costa, Martina Kacerik e le altre, così come Cecilia Zandalasini, talento cristallino e personalità straripante, eletta a furor di popolo miglior giocatrice del torneo. 

Fra under 17 e under 20, uno spazio di gloria se l’è ricavato anche la nazionale sorde, squadra nata a Pesaro nel 2011 con giocatrici provenienti, tra mille sacrifici, da tutta Italia. Per loro a Salonicco l’Europeo è stato di un bronzo che però ha il colore dell’oro. Un sogno che non sarebbe stato possibile senza il sostegno di tante persone, udenti e sorde, e senza internet, gli sms, un flusso continuo di comunicazione che è riuscito a riunire la passione e le energie di giocatrici di città lontanissime fra loro. 

Il basket femminile azzurro guarda quindi al futuro con ottimismo, sulle spalle di ragazze che hanno dimostrato di che pasta sono fatte. Molte di loro sono pronte per la nazionale maggiore, e chissà che a breve non si possa tornare a sognare le Olimpiadi. Resta l’amarezza che il futuro di queste giocatrici non sarà da professioniste dello sport, come meriterebbero. Contro questa ingiustizia Assist continua a battersi in tutte le sedi, perché i diritti siano riconosciuti anche a chi fa dello sport la sua vita e il suo lavoro.


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Il basket azzurro... è rosa

18/07/2016, 20:33

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Nello spazio di pochi giorni under 17, under 20 e nazionale sorde a medaglia

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